VINANDO TRA LE COLLINE DELL’OLTREPO’ PAVESE

Un triangolo tutto da scoprire

In provincia di Pavia (Lombardia), sulla riva destra del fiume Po c’è un territorio denominato “Oltrepo’ pavese” di soli 1.070 mq. che racchiude un’identità unica e tutta da scoprire. Due itinerari collinari bellissimi che serpeggiano tra vigneti, frutteti e roccaforti (da 170 e 160 km).

File .kml visualizza mappa allargata e clicca sui 3 puntini a dx del titolo.

IND. STRADALI 1° it. – 170 km / 4h 26m (Google Maps) 

IND. STRADALI 2°it. – 160 km / 4h 26m (Google Maps) 


Un territorio, tanti paesaggi e molti vini

Il territorio dell’ Oltrepo’ pavese è unico: si trova in Lombardia e confina con Piemonte, Liguria ed Emilia Romagna. Possiede una parte pianeggiante (riva sx del Po), una parte collinare dove si trovano i maggiori centri abitati ed una parte montana con vette da 1.460 m del Monte Penice e 1.724 m. del Monte Lesima. Nei suoi 1.070 mq sono racchiusi diversi ambienti naturali ma tutti accumunati dalla coltura e cultura del vino. Pinot nero e Riesling i bianchi più carattertistici. Bonarda e Buttafuoco tra i vini rossi. Sono tutti da assaggiare (con cautela!).

Le strade che percorreremo sono principalmente collinari e di ampiezza modesta. Si raccomanda attenzione nella guida sia per i panorami mozzafiato che per la presenza di animali selvatici.

1° Oltrepo’ – Borghi, terme, castelli e passi appenninici

In questo itinerario toccheremo tutte le caratteristiche principali dell’ Oltrepo’ pavese percorrendo 170 km di strade tortuose. Attraverseremo borghi antichi e 6 valichi appenninici, tra cui il famoso Passo Penice. Come già specificato nella cartina e nelle indicazioni stradali, qui di seguito vogliamo riportare qualche luogo che merita la visita completa e, dove possibile, il soggiorno. Sta a voi scegliere quando partire!

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Voghera. È il centro principale dell’Oltrepò Pavese,  sorge sulle rive del torrente Staffora all’inizio della pianura padana e delle colline appenniniche. La sua storia antica (come quella di questa zona) è legata alla popolazione ligure. Fondata dai romani, devastata da Attila (452), luogo di transito per i pellegrini diretti a Roma e sosta nella Via del sale lombarda (986). Fu regno del figlio di Barbarossa e nel 1358 passò sotto il dominio dei Visconti. Per la posizione strategica fu duramente danneggiata nella II guerra mondiale. Ottenne la medaglia d’oro al valor militare per la sua resistenza al nazifascismo. Tanti sono i monumenti da vedere. Vi ricordiamo il Duomo, la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, il Tempio Sacrario della Cavalleria Italiana, l’imponente Castello Visconteo e la Via Emilia (centro vivo della città).

Pensiamo alla cura del corpo e dello spirito

Salice Terme. Già presente ai tempi dei Romani, divenne un centro termale nel medioevo. Sono presenti due fonti termali provenienti dal Monte Alfeo. L’acqua sulfurea, tra le più ricche di idrogeno solforato in Italia, adatta a fini curativi ed estetici e con proprietà sedativa. L’acqua salsobromojodica rinomata per la sua azione antinfiammatoria ed accelerante dei processi metabolici, come la riabilitazione post-infortunio.

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Planetario e Osservatorio Astronomico “Ca’ Del Monte” . Grazie alla sua posizione geografica ed alla vicinanza del mare, si ottiene un cielo molto buio adatto all’osservazione della bellissima Volta Celeste. Suddiviso in tre strutture: cupole laterali dotate di telescopi ed una centrale per il planetario digitale di ultima generazione. All’esterno è presente un’area dotata di una vista panoramica a 360° per gli eventi astronomici e culturali. Esperienza molto coinvolgente ed adatta a tutti.

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Un Castello infestato… provare per credere

Castello del Verme di Zavattarello. Tutto realizzato in pietra (fine X sec.) con mura spesse fino a 4 metri, è uno stupefacente esempio di fortezza inespugnabile. Dalla sua posizione si gode un panorama mozzafiato. Sovrasta il borgo sottostante ed è circondato da un parco di 79 ettari. Il nome richiama un suo famoso proprietario, Jacopo Dal Verme celebre condottiero di veronese e fondatore di una famosa scuola militare. Citato persino da Lodovico Ariosto nell’Orlando Furioso. La famiglia rimase proprietaria del maniero dal 1359 fino alla II guerra mondiale.

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La storia racconta che Pietro dal Verme (XV sec.) promesso sposo a Chiara Sforza, figlia del potente signore di Milano, era innamorato di Cecilia Del Maino, figlia del consigliere ducale. Contrastato e persino arrestato, Dal Verme fu così irremovibile che gli fu concesso di sposare l’amata. Purtroppo ella morì prematuramente pochi anni dopo. Poiché la Sforza era ancora nubile, venne celebrato il matrimonio col vedovo Pietro. Gli storici dichiararono che la Sforza fosse molto amareggiata per esser la “seconda scelta”. Così, ispirata da zio Lodovico il Moro, uccise suo marito avvelenandolo.

La leggenda racconta che alcuni spiriti infestano il Castello. Dal 2013 gli strani avvenimenti accaduti e testimoniati da più persone (sedie in movimento, rumori strani, porte aperte, spartiti scomparsi, voci maschili senza volto) sono sotto esame da esperti del paranormale. Bisogna vedere per capire!

2° Oltrepo’ – Tanti Castelli ed un bonus-extra

Itinerario leggermente più corto del precedente e volto a percorrere la parte più interna dell’ Oltrepo’ privilegiando i castelli sparsi sul territorio. Attraverseremo il famoso Passo Penice per visitare Bobbio, bellissima città in provincia di Piacenza, con una storia antica comune ai territori lombardi. Come già specificato nella cartina e nelle indicazioni stradali, qui di seguito riportiamo qualche luogo che merita la visita completa e, dove possibile, il soggiorno. Sta a voi scegliere quando partire!

Le roccaforti che dominano l’Oltrepo’

Castello di Montalto Pavese. Sito su una collina soggetta a forti venti, ora meta di numerosi appassionati di parapendio e aeromodellismo. Palazzo signorile eretto nel 1593 sulle fondamenta di una costruzione del V secolo. Predomina la grande torre quadrata che si individua da lontano. All’interno saloni riccamente arredati e nel piazzale, dotata di quattro torrioni, vi è una cappella con due campanili. Il maniero è circondato da un geometrico giardino all’italiana e da uno all’inglese, ben curati.

italiainpiega-pieghe-meravigliose-itinerari-moto-nord-italia-vinando-oltrepo' pavese-panorama 4Castello di Montesegale. Eretto dai Gambarana nel XIV secolo, subì modifiche successive. Dal portale con frontoncino a mensolette intonacate si accede al cortile rustico attorniato dagli edifici in mattone e pietra-a-vista più antichi prospicienti la spianata superiore con muro di cinta merlato. Sul portoncino che immette al cortile nobile vi è un’epigrafe latina Fiat pax in virtute tua et abundantia in turribus tuis” (Salmo dei Cantici – S. Maria de Liguori / Feria III – A VESPRO) tradotta in “Si trovi la pace nella tua fortezza e l’abbondanza de’ beni nelle tue torri”. L’interno è ben conservato: porticato a colonne poligonali, pavimento in cotto a spina di pesce, un grande salone a volta con un gran camino in pietra arenaria, altre camere, sotterranei ed una ghiacciaia in ottimo stato. Oggi, all’interno del castello, oltre all’abitazione privata, è allestito il Museo di Arte Contemporanea.

Tra Storia e leggenda

Castello di Oramala. Sito su un’altura e attorniato da castagneti, predomina il piccolo borgo e la Valle Staffora. Costruito dalla famiglia Malaspina nel X secolo (rimase di loro proprietà fino al XVIII secolo), ospitò Federico Barbarossa e Dante Alighieri. Vi cantarono i più famosi trovatori provenzali dell’epoca. La rocca (parte rimasta del complesso originario) ha una pianta quadrata con una massiccia torre a pianta molto particolare: un semicerchio addossato ad un triangolo. Il portale d’ingresso è un arco ribassato dotato di saracinesca.italiainpiega-pieghe-meravigliose-itinerari-moto-nord-italia-vinando-oltrepo' pavese-castello-oramala

Dal 2005 è aperto al pubblico ed ospita il Museo del Ferro Battuto. Aleggiano diverse leggende su questo fascinoso maniero. Lungo un cunicolo sotterraneo (parzialmente visitabile) ricco di reperti storici si possono sentire le melodie delle antiche canzoni provenzali. All’imbrunire nel bosco ai piedi del Castello si sentono riecheggiare cavalli al galoppo. Un fantasma si manifesta la notte di Natale (25 dicembre) a mezzanotte; “si accende la luce della terza sala della torre e rimane accesa per delle ore. Poi di colpo, veloce come si è accesa, tanto velocemente si spegne da sola.” ha dichiarato l’attuale proprietario. Saranno suggestioni? La verità è che questi luoghi trasudano storie antiche di cavalieri, battaglie, dame e feste. Vale la pena visitarlo per immergersi in questa sua magica atmosfera.

Una breve deviazione

L’entusiasmante SS461 ci porta fino a Bobbio (Pc), fuori dall’ Oltrepo’ pavese, ma strettamente legato con esso. Fu dominio dei Malaspina, Visconti e dei Dal Verme. Edificata ai piedi del Monte Penice e nella Val Trebbia. Fu una delle principali sedi cosmopolite di cultura, religione, arte e scienza dell’Italia antica. Il Borgo mantiene le sue famose vestigia medioevali con strette vie, palazzi signorili ed abitazioni di sasso. E’ una città che si può apprezzare tutto l’anno: dal rinfrescarsi nell’acqua del suo fiume fino ad ammirare i musei, le dimore storiche e le sagre goderecce. Tanti monumenti da gustarsi. Il Ponte Gobbo, con la leggenda di San Colombano contro Satana, il Museo dell’Abbazia e della città, la Cattedrale di Santa Maria Assunta ed il Castello Malaspina che domina il paesaggio. Vi assicuro che la deviazione merita sia per la strada che per la città.

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Ora gustiamoci una prelibatezza dell’ Oltrepo’ pavese

Come vi ho detto i vini fanno da padrone in questo territorio. Sono tanti e vi consiglio di apprezzarli direttamente sul luogo e scoprirne i colori ed i profumi da chi li ama e li produce. Vi parliamo invece di un altro prodotto tipico il Salame di Varzi D.O.P., composto da carne di maiale stagionatata. Di origine longobarda (II sec.), nel XII sec. veniva usato dai marchesi Malaspina come pietanza prelibata. Data la sua lunga conservazione venne ritenuta un alimento indispensabile da tutte le classi sociali. Le sue caratteristiche principali: forma cilindrica, muffa sulla buccia, impasto compatto e tenero. Il sapore è delicato ed accompagnato da un aroma erbaceo di legno verde e mimosa con un leggero retrogusto amaro. Un Consorzio ne tutela la produzione secondo la ricetta tradizionale e seguendo le metodologie classiche. Buona digestione!

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