PASSO del PENICE e la Val Trebbia

Dalla Pianura Padana al Golfo del Tigullio seguendo il corso del fiume Trebbia.

Un itinerario che percorre strade panoramiche tra le più belle dell’Appennino. La SP461 “del Passo del Penice” che conduce in Val Staffora. La SS45 “della Val Trebbia” e tante altre. Attraverso le curve ed i tornanti di ben 7 Passi appenninici arriveremo fino al mare cristallino della Liguria orientale. Per la rara bellezza sono molto frequentati tutto l’anno (sopratutto nei fine settimana) da turisti e motociclisti, prestate attenzione!

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IND.STRADALI andata 186km/4h31m (Google Maps)

IND.STRADALI ritorno 161km/3h54m (Google Maps)


ANDATA – Passo del Penice e tante curve fino al mare

Partiamo per la bellissima SS45 “della Val Trebbia”. Nei pressi di Bobbio teniamo le indicazioni per Passo del Penice e ci immettiamo nella suggestiva SP461 “del Passo del Penice” che conduce in Val Staffora. Lungo la discesa dal passo svoltiamo a sinistra per la SP81 con indicazioni Pregola – Passo del Brallo. 11 km di strada stretta e tortuosa che attraversa anche il Passo Scaparina fino a Borgo di Pergola. Giriamo a sinistra per la SP186 e ci ricongiungeremo alla SS45.

Nei pressi di località Laccio, dopo la galleria, consigliamo una deviazione a sinistra per Milano-Busalla SP226 e poi a destra per Laccio-Torriglia SP62 per percorrere il poco conosciuto (e stupendo) Passo della Scoffera dove potete ammirare il Castello Becchi. Si scende per riprendere la SS45 che seguiremo fino a Bargagli. Svoltiamo a sinistra per la SP225  e percorriamo 10 km di Valle Fontabuona. (vedi itinerario “In Piemonte, passando per Emilia e Liguria”) Ci aspettano ancora altre curve!

Prendiamo a destra le indicazioni  Pian dei Preti. Dopo circa 2.5 km arriviamo ad un incrocio che non ha cartelli (ahimè!), mi raccomando prendere a destra per la SP333: 15 km di curve e tornanti in discesa (dove potrete scorgere il mare) fino a Recco. Giriamo a sinistra per percorrere la litoranea SP1 e gustiamoci il mare della Liguria orientale.

   

Il Passo del Penice collega la Val Trebbia con la Valle Staffora, una vallata lombarda situata nell’Oltrepò Pavese, a cui abbiamo dedicato un itinerario, vedi Vinando nelle colline dell’Otrepo’ pavese. Punto di ritrovo dei tantissimi centauri, bisogna prestare attenzione durante i fine settimana per il traffico intenso. Molto divertente la salita al Passo (in tutti i due i versanti) in quanto ampia, ricca di tornantoni e serpentine con l’ultimo tratto a tornanti stretti. Sul grande piazzale di arrivo è posto il monumento di San Colombano, patrono dei motociclisti. Sull’incrocio tra la SP461 e SS412 troviamo il Passo delle Tre strade, un valico immerso nei boschi di latifoglie che collega la Val Tidone.

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Sul crinale tra il Monte Penice ed il Monte Lesima si trovano il Passo Scaparina ed il Passo del Brallo. Immersi nel verde uniscono la Valle Staffora con la Val Trebbia. Bellissime curve e tornanti stretti lungo un’antica via di comunicazione commerciale tra i feudi imperiali di Carlo Magno. Nel punto del passo si è sviluppato la parte recente del comune Brallo di Pregola con un piccolo abitato, ristoranti, alberghi e bar, case di villeggiatura e qualche impianto sciistico. Nei pressi di Pergola si trova un organizzato centro sportivo giovanile.

Il fiume Trebbia

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La Val Trebbia è una valle formata dal fiume Trebbia che nasce dal Monte Prelà a Genova e dopo circa 118 km sfocia nel grande Fiume Po. La sua storia è legata alla città di Bobbio, centro storico e culturale di notevole importanza antica per il monastero fondato nel VII sec. dal monaco San Colombano ed alla funzione commerciale del traffico del sale dal Mar Ligure con il Passo del Penice. Strettamente collegata alle vicine Val d’Aveto e Val Nure, un intrico di strade panoramiche che generano bellissimi itinerari, vedi itinerario “Passo del Tomarlo, Val Nure e Val d’Aveto“.

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L’area piacentina Alta Val Trebbia, dalle sorgenti fino a Bobbio, è un territorio prettamente montano e pittoresco. Strade tortuose e strette, spesso serrate tra pareti ripide, castagneti e boschi di faggi, abeti e aceri. Strapiombi di notevole entità, a cui si alternano valli laterali vaste e verdeggianti. Borghi medioevali, paesini rurali, cascinali e centri di villeggiatura con impianti sportivi attrezzati. La totale assenza di aree industriali rende il Trebbia uno dei pochi fiumi con un tasso di inquinamento quasi nullo. Per chi ama la natura vi consigliamo la visita al Parco Regionale dell’Antola, dove è possibile visitare moltissimi i siti di interesse. Il Centro visita “Il Lupo in Liguria“, il Castello della Pietra, l’Osservatorio astronomico e tanto altro.

Il Golfo del Tigullio

Ci fermiamo a Santa Margherita Ligure (Ge). Famosa per il suggestivo lungo-mare dove si affacciano eleganti palazzi con splendidi trompe-d’oeil e le vie del centro con numerose boutique di grandi firme. Alberghi di alto livello e tantissimi ristoranti dove poter gustare le prelibatezze di mare (tra cui i gamberoni rossi). Il piccolo porto accoglie barche da diporto, pescherecci e i battelli per splendide gite sul mare.

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Tante cose da visitare (cliccate quì) tra cui la  Villa Durazzo-Centurione due ville e un ampio parco seicentesco con giardino all’italiana. Il Castello presso il lungomare (1550). L’antica Abbazia della Cervara, complesso monastico del 1361 a strapiombo sul mare con splendidi giardini all’inglese. Per gli amanti del diving la baia di Paraggi: spiaggia attrezzata, acque cristalline circondate da ricca vegetazione ed un relitto di nave affondata nel 1917.  italiainpiega-pieghe meravigliose-itinerari-moto-nord-italia-passo del tomarlo-portofino

Una menzione particolare sulla SP227 che collega Santa Margherita Ligure a Portofino. Una bellissima strada panoramica che segue il promontorio chiamato “Costa dei Delfini” dove si affacciano stupende ville signorili con giardini a vista.

Un luogo magico

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A Capodimonte, in una profonda insenatura della frastagliata costa ligure nel Parco terrestre e marino del Monte di Portofino si trova l’affascinante Abbazia di San Fruttuoso, visitabile a piedi da Portofino (90 minuti) o con il battello dalle città vicine (Recco, Camogli, ecc.). Le sue origini si perdono nella notte dei tempi. La leggenda narra che nel sec. VII il Vescovo Fruttuoso di Terragona, in fuga dagli arabi invasori della Spagna, si nascose in questo luogo e da quì si diffuse la sua venerazione. Fu ampliata e restaurata nel corso dei secoli e la sua storia è legata alla grande famiglia genovese Doria.

RITORNO – Val D’Aveto, P.so Fregarolo e Forcella, Val Trebbia

Ripartiamo dalla SS1 “Via Aurelia” che costeggia il Golfo del Tigullio fino a ChiavariCi addentriamo nell’entroterra seguendo le indicazioni di Carasco – SP225 “della Valle Fontanabuona” e costeggiamo il fiume Entella. A Carasco prendiamo la SP586 “della Val D’Aveto” con indicazioni Borzonasca – San Stefano d’Aveto. La strada comincia ad aumentare di pendenza ed inizieranno i primi tornanti stretti fino al Passo della Forcella.

In località Cabanne giriamo a sinistra per la SP48 tenendo le indicazioni per Fontanigorda. Svalicheremo sul Passo di Fregarolo e nella discesa, in località Casoni, svolteremo a destra per Piacenza – SP17. Dopo 10 km circa arriveremo in località Loco, sull’incrocio della SS45 (senza cartelli!). Mi raccomando girare a destra e saremo pronti per percorrere la Val Trebbia fino a Piacenza. 

Parco Naturale Regionale dell’Aveto

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La verdissima Val d’Aveto per le sue curve attorniate da un susseguirsi di paesaggi bellissimi, è meta di alpinisti, ciclisti e tantissimi motociclistici. A Borzonasca si trova la sede del Parco Naturale Regionale dell’Aveto che tutela una delle zone più belle e significative dell’Appennino Ligure. Un estensione di 3000 ettari circa distribuiti su tre vallate. Val d’Aveto con paesaggi di alta montagna, pascoli ed estese faggete. Val Sturla con prati, castagneti, noccioleti, orti ed uliveti. Val Graveglia con uliveti, vigneti ed una grande varietà di rocce e minerali e quindi cave e miniere. Diversi centri visita e tante cose da vedere: dalla natura (fauna e flora autoctona) a musei, miniere, abbazie.

Passo del Penice e Val Trebbia a tavola!

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I Canestrelletti sono dei frollini tondi, bucati al centro, preparati durante le festività pasquali. Già nel ‘200 erano rappresentati nella moneta Genovino d’oro, moneta ligure. Esistono varie ricette. L’originale è quella di Torriglia, in Alta Val Trebbia, considerata la loro capitale (a cui dedica una buonissima sagra): impasto composto da farina, molto burro, uova e zucchero. Stampino tondeggiante (ora ne esistono di varie forme). S’infornano a fuoco leggero per venti minuti. Si gustano caldi oppure freddi, abbinati a vino bianco secco o da dessert.

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