PASSO del LAGASTRELLO, la Strada delle Cento Miglia e la Lunigiana

Le moto accompagneranno le strade tortuose della Val d’Enza con la SP513r, la famosa SS63 “Passo del Cerreto”, la mitica SS62 “Passo della Cisa”. Svalicheremo Passo del Romito, Valico di Collesino (e tanti altri) tra borghi, castelli e fantasmi come leggendari cavalieri medioevali. Vi proponiamo 3 itinerari molto belli. A voi la scelta. Le carreggiate sono di media/piccola ampiezza. Lo stato dell’asfalto non è ottimale, sopratutto nei punti più impervi (non abbiamo ancora una valutazione in merito all’anno 2017). Vi raccomandiamo di prestare sempre attenzione! 

La terra dei Luni, la Via del Sale ed il Malpasso

Siamo nel Parco Nazionale Appennino tosco-emiliano. Percorreremo l’antica rete di mulattiere che collegavano la Pianura Padana reggiana e parmigiana con il mare. Già in epoca romana il Passo del Lagastrello era un fondamentale punto di passaggio, conosciuto col nome di “Malpasso“, lungo la “Strada Delle Cento Miglia” che collegava Parma a Lucca.  Ad oggi rimangono solo i ruderi dell’Abbazia di Linari, un’ospedale sorto nel X secolo e gestito dall’Ordine dei Cavalieri di San Giacomo d’Altopascio o detti anche Cavalieri del Tau. È considerato il più antico Ordine assistenziale, caritativo, equestre e religioso dell’era cristiana, operante anche sulla via Francigena

Ci inoltreremo in Lunigiana, una regione con origini paleolitiche (vedi Museo Statue Stele a Pontremoli) ricca di storia, natura e dai confini estesi: dal parmense alla Garfagnana e dalla Val di Vara e la bassa Valle del fiume Magra. Il suo nome deriva dalla città romana Luni sita nei pressi di Sarzana.

File .kml visualizza mappa allargata e clicca sui 3 puntini a dx del titolo.

IND.STRADALI 1°it. 300~km / 7h 15m (Google Maps)

IND.STRADALI 2°it. 233 km / 6h  35m (Google Maps)

IND.STRADALI 3°it. 210 km / 4h 50m (Google Maps)


1° it. – Passo del Lagastrello – Golfo di La Spezia – Passo del Cerreto

Partenza (e ritorno) da Reggio Emilia. Tramite la SP28 – SP72 – SP53 – SP23 – SP12 arriviamo a San Polo D’Enza (Re). Iniziano le curve che ci accompagneranno fino al mare. Prendiamo la SP513r “della Val D’Enza” fino a Vetto, la SP57 fino a Ramiseto ed infine la SP15 che ci conduce al Passo del Lagastrello ed il Lago Paduli. Scendiamo in Toscana con la SP74 ed in Liguria ad Aulla. Con la SP530 – SP330 – SP331 arriviamo al mare del bellissimo Golfo dei Poeti.

Il traffico sarà molto inteso (in qualsiasi periodo voi andiate) e dovete prestare attenzione! Due menzioni particolari in merito al litorale ligure che percorreremo. La stupenda strada panoramica che collega La Spezia a Portovenere (vi consiglio di farla a passo d’uomo). Il Museo Tecnico Navale di La Spezia, visitatelo se avete più giorni a disposizione!

Il ritorno previsto è un avvicendarsi di curve e controcurve tramite la SS446 fino a Fivizzano e la SP63 “del Cerreto”, una delle più belle strade appenniniche. 

Il Golfo dei Poeti

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Il borgo di Portovenere (patrimonio UNESCO) sorge all’estremità meridionale della penisola che forma la sponda occidentale del “Golfo dei Poeti“. Di fronte la selvaggia isola Palmaria. Portovenere è rinomata per l’atmosfera delle vie, le falesie e le spiagge dall’acqua cristallina tutelate dal Parco naturale Regionale. Oltre a camminare sul bellissimo lungomare vi consigliamo la visita alla Chiesa di San Pietro (dove potete godere di uno stupendo panorama) e la suggestiva Grotta di Byron situata sotto lo sperone di roccia della chiesa, che deve il nome dal poeta inglese George Gordon Byron che in questo luogo traeva ispirazione e meditazione per le sue opere letterarie.

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Lerici insieme a Tellaro e Portovenere è uno dei tre paesi che si affacciano sul bellissimo Golfo dei Poeti. Quì il turismo è vivo durante tutto l’anno. Imponente il castello, oggi sede di un museo. Vi consigliamo la passeggiata lungo mare ammirando il luccichio delle acque.

Uno scorcio di Tellaro

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L’antica casata dei Malaspina

Il Castello Malaspina a Fosdinovo (MS) è un’imponente fortezza (visitabile) appartenuta ai “Malaspina dello Spino Fiorito” dal XIV al XVIII secolo. Ha una pianta quadrangolare con quattro torri rotonde, due cortili interni, un bastione semicircolare. Camminamenti di ronda, loggiati, giardini pensili, ed un avamposto detto “lo spuntone” collocato verso il paese come strumento difensivo. Dall’ingresso duecentesco (un tempo provvisto di ponte levatoio) si accede al cortile dove una colonna marmorea romanica sostiene i loggiati. Larghe rampe di scale conducono al cortile centrale dotato di porticato rinascimentale, un pozzo ed un portale cinquecentesco marmoreo che conduce all’interno. Le numerose sale furono arredate ed affrescate alla fine del 1800. Nel 1306 fu ospitato Dante Alighieri durante il suo esilio e gli dedicarono una camera da letto.

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Le curiosità del Castello.

Disseminati nel castello ci sono passaggi segreti e trabocchetti. Azionati con una molla e provvisti di tanti coltelli affilati (alla base del cunicolo) che portavano la morte dello sventurato. Ne esistono ancora tre e si racconta che la marchesa Cristina Pallavicini eliminasse in questo modo i suoi amanti. Dal muro della torre sporgeva uno strumento di tortura chiamato il Braccio di Ferro composto da una leva di ferro con una carrucola ed un anello murato in terra: il torturato veniva lasciato a penzoloni fino alla sua morte. Nella camera da letto dove morì il Marchese Ippolito (avvelenato dal figlio) le lenzuola sembrano “sopraelevate” e sfiorandole si può sentire una sorta di flusso d’aria che ricorda un respiro (c’è chi ha sentito persino il battito di un cuore!?).

Leggenda o verità storica?

La leggenda narra della giovane marchesa Bianca Maria Aloisia ed il suo amore per un giovane stalliere. I genitori, Jacopo Malaspina e Oliva Grimaldi, si opposero ferocemente allontanando il giovane e chiudendo la figlia in un convento. Ma la ragazza non cedette e continuò ad incontrare l’amato rifiutando di prendere i voti. I genitori si accanirono ulteriormente sulla coppia di innamorati: uccisero lo stalliere e rinchiusero la figlia nelle prigioni torturandola. Bianca non rinnegò mai il suo amore. Per evitare lo scandalo il padre decise di murare viva Bianca in una cella insieme ad un cane (simbolo di fedeltà) ed un cinghiale (simbolo di ribellione).

Si narra che durante le notti di luna piena lo spirito della giovane aleggi nelle stanze del castello nelle forme di una ragazza dai lunghi capelli sciolti sulle spalle. Ad alimentare la leggenda, sul soffitto della Sala del Trono è comparsa una macchia di umidità che ha le sembianze ed il volto di una donna avvolta da altre due macchie nere che assomigliano ad un cane e un cinghiale. Durante i recenti scav inelle segrete del castello si è trovato un scheletro umano accanto ad ossa di animali. Si tratta di una leggenda o di una storia vera? A tutt’oggi il castello è monitorato da esperti del paranormale.

Qualche prelibatezza…

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2° it. – Passo del Lagastrello ed altri 5 Passi appenninici

Partenza da Parma. La strada diventa presto collinare e tramite le curve delle SP665SP13SP74 arriviamo al Passo del Lagastrello.  Ci immergiamo nella bellissima Lunigiana e percorriamo la SS22bisSP21SP17 fino a Fivizzano (MS). Le strade sono molto tortuose e di piccola ampiezza. Saremo immersi nel verde e tra paesaggi stupendi. Bisogna prestare attenzione! Prendiamo la SS63 fino al Passo del Cerreto e Cerreto Laghi. Questa strada di larghezza normale e con un buon stato d’asfalto ci accompagnerà fino alla fine del nostro viaggio, a Reggio Emilia.  

I borghi medioevali

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Tavernelle (MS), sito lungo la strada che conduce dal Passo del Lagastrello a Licciana Nardi, è un piccolo borgo montano sito ai piedi del Monte Poreto. Suggestivo il suo centro caratterizzato da portali e finestre in pietra arenaria e gallerie dove si affacciano edifici quattrocenteschi. Si racconta che il suo nome derivi dalla presenza di molte taverne nel medioevo, essendo situato lungo l’antica via del Sale.

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Bagnone (MS) è un piccolo borgo medioevale fortificato. Di origini antichissime e con un passato di conquiste tra i nobili Malaspina e le Signorie confinanti. Realizzato su uno sperone di roccia che domina tutta la valle sottostante, merita la visita per le sue case con i portici, la torre dell’antico Castello e la Chiesa di San Nicolò.

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Sassalbo (MS) è un piccolo borgo nel cuore degli Appenini tosco-emiliani circondato da castagni secolari e attraversato dal torrente Rosaro. Il nome deriva dai giacimenti di gesso presenti numerosi lungo le pendici. Purtroppo molti edifici storici sono stati compromessi dai numerosi dissesti nel corso dei secoli. Uno dei resti ancora visibili delle bellezze ormai perdute è l’antica chiesa sprofondata insieme a parte del paese nel 1400. Si può ammirare il suo campanile ed il Convento, dal quale passava la ‘strada dei sassi’. Prima di arrivare al paese è possibile visitare l’Orto Botanico di Frignoli.

Gli Apennini tosco-emiliani

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Il Passo del Cerreto (1.261 m.) è un valico dell’Appenino tosco-emiliano molto famoso per i motociclisti. E’ frequentato assiduamente da maggio ad ottobre. Provvisto di bar, hotel e larghi parcheggi è un’ottima sosta per incontrare gli amici bikers. A 3 km di distanza la rinomata località turistica Cerreto Laghi (1.344 m.). In inverno è dotata di 16 km di piste per lo sci alpino (per un totale di 11 tracciati con 4 impianti di risalita), uno snow-park per gli amanti dello snowboard ed un palazzetto del ghiaccio. D’estate diventa la base di partenza per escursioni a piedi, a cavallo ed in mountain bike. La sua maggior attrattiva è rappresentata dai laghi montani immersi nei boschi di faggio e ricchi di trote e lucci.

3° it. – Passo del Lagastrello e Passo della Cisa

Partenza da Reggio Emilia. Tramite le bellissime strade collinari SS63SP513R arriviamo al Passo del Lagastrello.  Ci inoltriamo nella verdissima Lunigiana. Percorriamo la SP74 – SP22bis – SP28, tra borghi medioevali e folti boschi, fino a collegarci con la famosa SP62 che ci condurrà al Passo della Cisa ed infine a Parma. Percorso con strade di diversa ampiezza e stato d’asfalto. Tante curve e tanti bei paesaggi. 

In Val Magra

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Filattiera è un comune dell’alta Lunigiana che si estende dal corso della Magra alla dorsale appenninica a 40 km dal Passo del Lagastrello. Il borgo di origine bizantina passò sotto il dominio del Malaspina che eressero un Castello nel XIV nella piazza principale. Fortezza dalle imponenti mura merlate. L’interno è stato ri-arredato ed in parte visitabile. Nel salone al piano terra un unico pilastro centrale di pietra regge la volta a quattro crociere. Provvisto di uno splendido giardino.

Nella parte alta si trova la Chiesa di Santa Maria Assunta e l’Ospitale di San Giacomo d’Altopascio o Cavalieri del Tau, indicato da una croce templare ricostruita sull’originale. Al di sotto dell’antico sito/ritrovamento stele di Castelvecchio si trova la millenaria pieve romanica di Sorano. Nei dintorni meritano una visita i borghi medievali di Ponticello e Caprio con le case torri e per gli amanti della tranquillità e la natura, la Rocca Sigillina, Lusignana e i Prati di Logarghena.

Lungo la via Francigena

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Pontremoli (MS) è una città ricca di cultura e storia sita lungo l’antica Via Francigena ed attraversata dal fiume Magra. Definita “l’unica chiave e porta della Toscana” da Federico II nel ‘200, il suo centro storico merita una visita accurata. Ponti, case-torri, fortificazioni medioevali ed edifici religiosi e barocchi.

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Tantissime cosa da visitare: Chiesa di San Nicolò (1126), Porta Parma (XVII sec.), Chiesa di San Geminiamo e Torre di Cacciaguerra. Piazza del Duomo, Palazzo Pavesi e Bocconi. Chiesa di San Francesco, Tetro della Rosa, Chiesa di Nostra Donna e tanti altri. Vi menzioniamo il Castello del Piagnaro (X sec.) sede del Museo delle Statue Stele, l’affascinante patrimonio artistico della Lunigiana. Le Statue Stele sono sculture in pietra arenaria realizzate dagli antichi abitanti fra il IV e il I millennio a.C. Una popolazione ancora da scoprire. Esse mostrano figure maschili e femminili dotate di armi e monili. Ritrovate in grande numero nella Valle del fiume Magra, si distinguono dalle altre Statue megalitiche europee per la tipica testa “a mezza luna” e per il volto rappresentato con un semplice segno ad U. Le scritte incise su di esse sono ancora sconosciute.

Se amate questi posti come li amiamo noi, vi consigliamo vivamente di visitare la vicina Garfagnana, vedi itinerario dedicato “GARFAGNANA, La Grande Foresta della Toscana”

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