La Via Del Gusto Ovest-Est della Pianura Padana

Una giornata all’insegna del buon cibo nelle Città d’arte della Pianura Padana!

Un tour gastronomico lungo l’antica strada consolare Via Emilia – SS9. Girovagando tra le più belle città dell’Emilia Romagna. Ammiriamo la maestosità architettonica, conosciamo la cultura mentre assaporiamo le prelibatezze culinarie. Una giornata all’insegna del benessere psico-fisico. 

La Via del Gusto Ovest-Est racchiude un itinerario di 210 km da percorrere in una giornata di qualsiasi periodo dell’anno. Unico consiglio: da rifare ogni tanto, cambiando stagione per mangiare cose nuove!

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IND.STRADALI 210km / 5h (Google Maps)


La Via del Gusto Ovest-Est inizia con…

Colazione a Piacenza

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Iniziamo l’itinerario la Via del Gusto Ovest-Est con una buona colazione a Piacenza, bellissima città millenaria della Pianura Padana. Fondata dai Romani (218 a.C.), nel corso dei secoli ha mantenuto la sua struttura urbanistica originaria “a scacchiera”. Per la sua posizione strategica sul crocevia tra quattro regioni, fu un importante centro di passaggio per principi, pellegrini, templari, commercianti ed artisti. Leonardo da Vinci la chiamò “terra di passo”.

Notevole il patrimonio artistico dei suoi monumenti, tra cui il Palazzo Gotico, il Duomo romanico e la basilica di Sant’Antonino. Le statue equestri  di piazza Cavalli. Il Teatro Municipale a forma di tre quarti di ellisse (per migliorare le prestazione visive ed acustiche) ed il Museo nel palazzo visconteo Farnese (vedi itinerario “Dominio Visconteo”). E molto altro ancora (per approfondimenti “Turismo Piacenza, arte e cultura”).

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E’ il momento di fare colazione

Seduti ad un bar nella scenografica Piazza Cavalli prendiamo un caffé macchiato ed una fetta di ciambella (in dialetto “busslan”). Il più classico dei dolci piacentini, dal famoso buco centrale. La ricetta prevede ingredienti semplici: farina, burro, zucchero, uova, sale e scorza di limone grattugiata. Con aggiunta di lievito e mezzo bicchiere di latte. Viene mangiato anche a fine pasto accompagnato da un bicchiere di vino bianco. Ad ognuno come piace! BUON APPETITO!

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Riprendiamo il viaggio della “la Via del Gusto Ovest-Est”

Seguendo le SP6 e SP31 ci inerpichiamo sulle colline a ridosso degli Appennini. Attraversiamo l’affascinante borgo di Castell’Arquato e la città termale di Salsomaggiore. Continuiamo con le curve della SP54 fino a Sant’Andrea Bagni. Scendiamo in Pianura seguendo le indicazioni Parma fino a ricongiungerci con la storica SS9  – Via Emilia. Circa 100 km di tappa.

Pranzo a Parma

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Ci fermiamo per pranzare a Parma, affascinante città della Via Emilia che coinvolge tutti i 5 sensi. Lungo le vivaci vie del centro storico si possono ammirare meravigliosi capolavori artistici di epoche differenti. Merito di Maria Luigia d’Austria, consorte di Napoleone, che ridisegnò la città sulle impronte delle più importanti capitali europee.

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Dalla Galleria Nazionale (dove si trovano opere di Leonardo da Vinci) alla moderna Piazza Pilotta progettata dall’Arch. Botta. Si avverte lo stretto legame con la musica: il Teatro Regio tra i più rinomati del mondo che ospita artisti di fama internazionale, il Teatro Farnese, un gioiello in legno senza tempo. Tanti monumenti e chiese, tra cui ricordiamo il Battistero ottagonale e l’adiacente Cattedrale in Piazza Duomo. Il territorio circostante è ricco di numerosi castelli, eredità delle diverse signorie che regnarono in questi luoghi. Ed infine le eccellenze del territorio che l’hanno resa la Città creativa della Gastronomia, Patrimonio UNESCO.  (per approfondimenti “Turismo Parma, arte e cultura”).

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E’ il momento di pranzare

Ci fermiamo in una trattoria del centro ed ordiniamo i piatti tipici. Già leccandoci i baffi. Iniziamo con un tagliere di Culatello di Zibello, prodotto del territorio (vedi itinerario “La Campagna Parmense di Giuseppe Verdi”) e Parmigiano-Reggiano con un filo d’aceto balsamico. Sono prodotti dalle caratteristiche uniche che rendono Parma famosa in tutto il mondo. E’ un dovere civico mangiarli quando si arriva in questi posti.

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Come primo piatto gli anolini (o cappelletti), pasta ripiena tondeggiante composta da due strati di pasta sfoglia con un ripieno a base di macinato di manzo, formaggio Parmigiano Reggiano, tuorlo uovo e noce moscata. Il suo segreto e la sua bontà consistono nella giusta dose degli ingredienti, che solo le vere cuoche (in dialetto “rezdore”) sanno dare. Si mangiano sia in brodo che asciutti.

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Come secondo decidiamo di dividerci un bel piatto di spalla cotta di San Secondo. Di origine molto antica, già presente nel Medioevo. Viene ricavata dal quartino anteriore del maiale e, grazie alla lavorazione artigianale tipica di una ristretta area della pianura parmense, si trasforma in un salume prelibato. Stagionata per un breve periodo, senza aggiunta di erbe e spezie. Poi viene cotta in acqua e vino con l’aggiunta di spezie naturali. La mangiamo ben calda ed accompagnata dalla torta fritta (detto anche gnocco), un po’ di polenta abbrustolita ed un vasetto di mostarda. Il tutto accompagnato da un lambrusco tipico della valle del Taro. Una squisitezza!

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Siamo rimasti abbastanza leggeri. Non resistiamo e prendiamo anche il dolce.  Una fetta di castagnaccio (o patòna). Dolce tipico autunnale composto da farina di castagne, sale, olio d’oliva e un po’ di latte. Cotta al forno per quasi un’oretta. Si gusta fredda. La mangiamo nella variante con l’uvetta passa, i pinoli e qualche rametto di rosmarino.

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E per finire un digestivo rinfrescante

E l’accompagniamo da un bicchiere di Erba Luigia, tipico digestivo rinfrescante. Un mix di erbe (cedrina, menta, basilico), limone e alcool. Il tutto messo in un vaso lasciato a riposare per almeno otto mesi in un luogo buio, agitandolo una volta al giorno. Ogni casa ha la sua ricetta tramandata da generazioni con dosi particolari che difficilmente vi verranno svelate.

Riprendiamo il viaggio della “la Via del Gusto Ovest-Est”

Seguendo le SP343R usciamo da Parma e visitiamo la Bassa Parmense fino alla splendida città di Colorno dove si può ammirare la stupenda Reggia. Seguiamo il corso del Fiume Po e arriviamo a Brescello, paesino reggiano famoso in tutto il mondo per le leggendarie scaramucce tra Don Camillo e Peppone, rispettivamente il parroco ed il sindaco comunista, durante l’Italia del secondo dopoguerra. Personaggi creati dalla penna di Giovannino Guerreschi ed impersonati sul grande schermo dagli attori Gino Cervi  e Fernandel (vedi itinerario “Emilia, non solo motori! Terra di memoria e cultura”). Seguiamo la SP358R e raggiungiamo Reggio Emilia. Circa 60 km di tappa.

Merenda a Reggio Emilia

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Arriviamo a Reggio Emilia, la città del Tricolore dove nel 1848 il vessillo verde bianco rosso fu scelto come emblema della bandiera nazionale. Una città a misura d’uomo in vetta alle classifiche delle città più prospere e vivibili d’Italia: conosciuta per l’elevato livello dei servizi e per l’operosità e l’ingegno dei suoi abitanti. Tante meraviglie da ammirare: Piazza Prampolini, San Prospero, Fontanesi.

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Il centro storico con il Duomo, il quattrocentesco Palazzo del Comune dove è allestito il Museo del Tricolore, la Basilica di San Prospero con la torre campanaria (progetto approvato da Giulio Romano). La Basilica della Ghiara, con la sua antologia della pittura emiliana del Seicento. (per approfondimenti “Turismo Reggio Emilia, arte e cultura”).

E’ il momento di fare merenda

Si è fatta l’ora della merenda. Abbiamo bisogno di zuccheri in quanto a pranzo abbiamo mangiato un solo dolce in due. Andiamo in pasticceria e prendiamo il tipico Zabaglione, un dolce energetico e nutriente inventato a Scandiano (Reggio Emilia) nel 1560. E’ composto da tuorli, zucchero e vino bianco riscaldato sul fuoco. Oggi si fa con il vino Marsala. Solitamente si accompagna con una torta secca sbriciolata sopra (od un amaretto) oppure da dei biscotti. Le varianti sono sono innumerevoli. Tutte da assaporare!

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Riprendiamo il viaggio della “la Via del Gusto Ovest-Est”

Seguendo le SP468R usciamo da Reggio Emilia e visitiamo la Bassa Reggiana passando per Correggio con il suo bellissimo centro storico caratterizzato da stupendi portici e strade acciottolate (vedi itinerario “EMILIA, non solo motori! Terra di memoria e cultura.”). Prima di Carpi prendiamo la SP413 con direzione Modena. Ultima tappa del nostro viaggio. Circa 50 km.

Cena a Modena

Finiamo la buonissima giornata con una cena a Modena, splendida città che possiede una delle piazze più belle d’Italia : Piazza Grande, patrimonio UNESCO insieme al Duomo romanico ed alla Torre Ghirlandina (vedi Itinerario I siti UNESCO nell Città d’arte della Pianura Padana).

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Storia e tradizioni si fondono insieme e ti circondano in un affettuoso abbraccio. Piacevole passeggiare tra le vie del centro di giorno per lo shopping e di sera per la vivace vita notturna.

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Siamo in Emilia Romagna terra di motori e passione e lungo la SS9 si concentrano musei, case automobilistiche, collezioni private di auto, moto e aerei (per approfondimenti vedi itinerario “VIA EMILIA SS9 – La Valle dei Motori”) . Quindi per gli amanti dei motori è imperdibile la visita al moderno Museo dedicato ad Enzo Ferrari, fondatore dell’omonima casa automobilistica. Originale il Museo delle Figurine, interessante il Teatro “Luciano Pavarotti” e molto altro. (per approfondimenti “Turismo Modena, arte e cultura”).

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E’ il momento di cenare

Possiamo finalmente rilassarci e goderci la meritata cena. Rimaniamo fedeli al nostro programma e ordiniamo i piatti locali. Iniziamo con un antipasto di ciccioli, stuzzicanti bocconcini di maiale ottenuti dalla lavorazione del grasso del maiale durante la preparazione dello strutto.

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Come prima portata decidiamo di prendere un bel piatto fumante di passatelli in brodo, una tipica minestra composta da pane grattugiato, formaggio parmigiano, uovo ed un pizzico di noce moscata e scorza di limone. L’impastato ottenuto viene passato in uno stampo particolare (tipo uno schiacciapatate con fori più grossi). Gli “spaghetti” ottenuti vengono poi cotti nel brodo (cappone, pollo o manzo). Un piatto che scalda il corpo e l’anima.

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Per secondo vogliamo assaggiare uno tra i prodotti d’eccellenza modenesi famosi in tutto il mondo: lo zampone. Si tratta di un impasto di carni suine (gola, guanciale, spalla, testa) salato e speziato, avvolto dalla cotica della zampa di maiale. Si cuoce nell’acqua per molte ore. Viene servito in tavola solitamente con il purè di patate, lenticchie o altre verdure di stagione. Bisogna provarlo assolutamente! Visto la giornata noi da bravi ne mangiamo solo due fette a testa.

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E per finire un liquore da meditazione

Per finire in bellezza la cena decidiamo di goderci un bicchierino di Nocino mentre ripensiamo a quanto abbiamo visto ed assaggiato durante questa splendida giornata. E’ un tipico liquore dalle origini antiche, quasi magiche. Per produrlo vengono utilizzate noci acerbe raccolte dalla pianta all’inizio dell’estate, di norma a giugno. Vengono lavate, tagliate in quattro spicchi e poi messe in un vaso di vetro, ricoprendole con lo zucchero e l’alcool. Rimangono così a macerare fino a Natale, sempre sotto il sole. Poi l’infuso viene filtrato e nuovamente imbottigliato per essere poi servito a tavola. Con tutta questa cura nascono solo cose buone.

Il viaggio della “la Via del Gusto Ovest-Est” è terminato

Siamo arrivati alla fine del nostro tour gastronomico ” La Via del Gusto Ovest-Est ” lungo la Via Emilia. Naturalmente in una giornata abbiamo provato solo qualche specialità locale. Ce ne sono diverse e variano a seconda della stagione. Quindi vi consigliamo calorosamente di rifare questo itinerario in periodi differenti. Ci sono tanti monumenti da visitare e tanti piatti da assaggiare. Rimarrete sempre piacevolmente sazi e contenti!

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