Il Dominio Visconteo nella Pianura Padana.

Un weekend immersi nella Storia medioevale della Pianura Padana

Un tour nelle più belle città della Pianura Padana per scoprire la Famiglia Visconti. Dinastia che dominò l’Italia settentrionale dal X al XIII secolo. Un piacevole itinerario nei territori che costituirono il vasto Dominio Visconteo, con capitale Milano, che ebbe massima espansione dal 1277 al 1395. Percorso di 400 km totali che vi consigliamo da fare in un weekend per godervi al meglio il paesaggio e poter visitare comodamente i bellissimi monumenti storici.

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IND. STRADALI 1°giorno 250km / 5h 40′ (Google Maps)

IND.STRADALI 2° giorno 160 km / 4h (Google Maps)


La Famiglia Visconti (un po’ di storia)

La Dinastia Visconti proviene da Massino, un paesino piemontese del Lago Maggiore. Il cognome deriva dal latino vice comitis, che significa “vice conti”. Grazie alla vittoria nello scontro con la famiglia Della Torre, il capostipite Ottone Visconti da semplice vassallo divenne Arcivescovo di Milano. Consolidò il potere facendo eleggere capitano del popolo il pronipote Matteo I. I Visconti divennero Signori di Milano dal 1277 al 1395. Anno in cui il sovrano del Sacro Romano Impero conferì a Gian Galeazzo Visconti il titolo di Duca di Milano e vicario imperiale.

Ascesa e declino

Durante il loro potere dovettero affrontare numerose avversità: battaglie contro regni confinanti, congiure interne, esili e rinascite. Il loro intento fu quello di unificare la Lombardia attraverso il ridimensionamento delle autonomie locali. Una congregazione di città sottoposte al loro unico dominio. Utilizzarono spesso la forza e per questo furono accusati di tirannia.

La massima espansione territoriale arrivò con la loro vittoria contro gli Scaligeri, signori di Verona. E l’annessione dei loro territori (compreso Genova e Bologna) al vasto Dominio Visconteo. Il loro declino iniziò nel 1447 con la morte di Filippo Maria Visconti (senza eredi) a cui subentrarono gli Sforza, famiglia milanese.

Il loro stemma

In origine lo stemma del Dominio Visconteo fu preso da un drappo del Comune di Milano: bandiera bianca col serpente azzurro. A seguito della crociate venne posto un saraceno sanguinante tra le fauci. Successivamente il mostro perse la sua cattiveria, e divenne un semplice serpente con in bocca un uomo. E venne chiamato “biscione”. Tuttavia una leggenda narra che il biscione sia stato aggiunto allo stemma dopo che un esponente della famiglia Visconti, alla corte dell’imperatore di Germania come generale, avendo trovato una vipera nell’elmo, senza scomporsi l’abbia presa con la mano e gettata lontano senza venire morso.

Dominio Visconteo – 1° giorno

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Si parte da Monza, città che fu teatro dei duri scontri che la Famiglia Visconti dovette sostenere per mantenere la supremazia. Ammiriamo il palazzo comunale visconteo Arengario (simbolo della città) costruito nel XIII sec. a fianco del Duomo ed a margine della piazza del mercato. Edificio in mattoni con decori bicolore sovrastanti le finestre ogivali in stile neo-romanico. Portico ad arcate a sesto acuto poggianti su pilastri con base ricoperta di pietra. A metà del XIII secolo venne aggiunta una torre campanaria a pianta quadrata alta 44 metri.

Da visitare il Duomo ed il suo museo. Fu  ricostruito ed ampliato dai Visconti sul nucleo originario longobardo, dove è raccolto un inestimabile patrimonio di reliquie e opere d’arte unico al mondo (vedi approfondimenti in Arte e Cultura a Monza).

Seguendo il fiume Adda

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Si prosegue passando per l’affascinante Castello di Cassano d’Adda, di origine carolingia. Fu trasformato in una roccaforte da Ottone Visconti a fine XIII sec. per la sua strategica posizione sul fiume rispetto alla vicina Repubblica di Venezia. Di proprietà privata è visitabile solo su richiesta.

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Si attraversa Gradella, un borgo cremonese dalle caratteristiche case gialle profilate di mattoni rossi e con le corti comunicanti. Sito nel Comune di Pandino dove si trova il Castello Visconteo. Fu edificato da Bernabò Visconti nel 1355 come residenza estiva e luogo di ricevimenti e battute di caccia. Di forma quadrata, con eleganti porticati, un’ampia corte, due torri e completamente affrescato, è ritenuto il castello meglio conservato del Dominio Visconteo di quel periodo.

Il lodigiano

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Proseguiamo per Lodi. Una bellissima città lombarda attorniata dai resti di mura medioevali e ricca di monumenti gioiello con la suggestiva Piazza della Vittoria, centro della città. Il Castello Visconteo fu eretto da Barbarossa sulla Porta Regale lungo la strada per Milano. Poi fu ricostruito ed ampliato da Barnabò Visconti (1355-1370). Subì notevoli trasformazioni fino ad una parziale demolizione. Oggi è una stazione di polizia, sede della Questura di Lodi. Una curiosità: sotto il castello sono stati rinvenuti dei cunicoli (abbastanza alti) che portano all’esterno delle mura e viceversa. Si pensa che abbiano avuto una valenza strategica (vedi approfondimenti in Arte e Cultura a Lodi).

Pavia e l’Oltrepo’ pavese

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Ci dirigiamo a Pavia, sulla confluenza tra Ticino e Po. Città medioevale vivace e nota come “la città delle cento torri”, ad oggi ne restano solo sei integre.  Il Dominio Visconteo si può contemplare negli edifici voluti da Galeazzo II Visconti: l’elegante palazzo dell’Università (1361) con le sue due torri, il Castello visconteo (1360) ed infine un grandioso parco di caccia (ora ridimensionato) chiamato Parco della Vernavola. Ora il Castello è sede dei Musei civici (vedi approfondimenti in Arte e Cultura a Pavia).

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A pochi km da Pavia, si trova il Castello di Belgioioso, fondato da Galeazzo II Visconti (XIV) come dimora estiva. Si narra che il nome “Zoioso” fu attribuito per la felicità che recava il soggiorno in quei luoghi. Oltre ad essere un monumento di grande valore storico- artistico, è sede di importanti manifestazioni culturali, mostre e fiere di livello nazionale.

Il Dominio Visconteo nel Piacentino

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Entriamo in Emilia Romagna e visitiamo Grazzano Visconti, borgo pittoresco con un storia singolare. Il castello fu costruito nel 1395, dal marito di Beatrice Visconti, sorella di Gian Galeazzo Visconti. Ebbe una storia travagliata per il susseguirsi di diversi proprietari. Agli inizi del 1900 il Duca Giuseppe Visconti di Modrone, discendente della famiglia originaria, volle ricreare nei pressi del rudere un borgo neo-medioevale rispettando gli stili e gli arredi urbani come un vero set cinematografico. Ed Il tutto attorniato da un vasto parco (anch’esso visitabile). Bellissime le rivisitazioni storiche e le feste in costume che si effettuano tutto l’anno. (vedi itinerario “Vinando tra le colline dell’Oltrepo’ pavese”).

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Arriviamo a Piacenza sita tra la riva del Po e le principali vie di comunicazione. In Piazza Cittadella si erge Palazzo Farnese con a fianco ciò che resta di un grande fortilizio eretto nel 1373 da Gian Galeazzo Visconti a difesa della città e dei territori limitrofi. Del maniero visconteo sono sopravvissuti il mastio, due torri angolari e cortine murarie. Il palazzo, che oggi riveste un ruolo di primo piano nella cultura piacentina, è sede dei musei civici (svariate sono le collezioni: Affreschi Medievali, Museo Archelogico, Museo delle Armi, Museo delle Carrozze, Fasti Farnesiani, la Pinacoteca, il Risorgimento, Vetri e ceramiche). Da non perdere: Il Tondo di Botticelli e il Fegato Etrusco. (vedi approfondimenti in Arte e Cultura a Piacenza).

Il Dominio Visconteo nel cremonese

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Ritorniamo nella pianura lodigiana, sulle rive dell’Adda. A Maccastorna ammiriamo l’affascinante Castello di Belpavone (solo dall’esterno in quanto è proprietà privata – non visitabile). Ha un originale assetto architettonico: pianta quadrangolare irregolare, con le torri disposte in modo irregolare. Edificato dai Ghibellini per il controllo sul guado dell’Adda, nel 1371 venne acquisito da Gian Galeazzo Visconti.

Un eccidio perpetrato un’estate del 1406 dal capitano di ventura Cabrino Fondulo ai danni dei fratelli Cavalcabò, che hanno alimentato leggende e credenze tramandate per secoli fino ad oggi. Si narra che ogni anno, alla vigilia di ferragosto, coloro che risiedono nel castello, lo abbandonano fino dopo la festa dell’Assunta in quanto i fantasmi di Cabrino Fondulo e Carlo Cavalcabò si fronteggino a colpi di spada, urla, porte che sbattono, colpi.

Seguiamo il corso del fiume Adda ed incontriamo il Castello Borromeo di Camairago. Fu edificato nel 1400 da Vitaliano Borromeo su un feudo ricevuto da Filippo Maria Visconti, ultimo duca di Milano, come ricompensa dei meriti in battaglia. Ora adibito a location per matrimoni e rivisitazione storiche.

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Siamo arrivati alla fine della nostra giornata. Decidiamo di pernottare nel piacevole borgo di Soncino. Antico presidio del Dominio Visconteo sul confine nord-orientale, sito nel Parco Oglio Nord. Ricco di monumenti storici (da non perdere il Castello Sforzesco) e di tranquillità. Immerso nel verde della Pianura Padana, lo riteniamo un’ottima oasi di riposo.

Dominio Visconteo – 2° giorno

Riprendiamo il nostro itinerario alla scoperta dei territori appartenuti al Dominio Visconteo e ci dirigiamo a Brescia. Città d’arte della Pianura Padana con la maggiore concentrazione di chiese e con uno dei siti archeologici d’epoca romana più ricchi (vedi approfondimenti in Arte e Cultura a Brescia). Vi ricordiamo il complesso monastico di San Salvatore – Santa Giulia e l’area archeologica del Capitolium (vedi itinerario “I siti UNESCO nelle Città d’arte della Pianura Padana”).

Il Castello di Brescia

Ci dirigiamo sul monte Cidneo per visitare il Castello chiamato “Falcone d’Italia” per la sua posizione di predominanza sulla città (si gode una vista incantevole). E’ uno dei piú grandi complessi fortificati ben conservati. Il Mastio visconteo ospita il civico Museo delle Armi “Luigi Marzoli”, uno dei piú importanti d’Europa per la ricchezza delle sue collezioni d’armi e armature. Nel Grande Miglio ha sede il civico Museo del Risorgimento, che espone numerosi e significativi documenti, quadri, stampe d’epoca e cimeli storici.

Il lago d’Iseo

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Visto la vicinanza (solo 20 km), vi consigliamo di ammirare il Lago d’Iseo. La sponda bresciana di Iseo con i suoi bellissimi habitat naturali (vedi la Riserva naturale Torbiere del Sebino) e la sponda bergamasca di Sarnico, famoso per le gite in motoscafo. Bellissimi panorami.

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Il Dominio Visconteo bergamasco

Proseguiamo il tour passando per la splendida Tenuta del Castello di Grumello, costruito intorno al Mille. Per la sua posizione strategica ebbe un’importante funzione di osservatorio e difesa durante gli scontri tra il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia. Ad oggi fa parte dell’Associazione Castelli e Ville Aperti in Lombardia. Le sue Cantine sono socie del Movimento Turismo del Vino Lombardo.

Castello di Urgnano di Giorces – Opera propria, CC BY-SA 2.5

Seguiamo le anse del fiume Serio e attraversiamo Urgnano con il suo Castello Albani. Fu costruito nel 1354 da Giovanni Visconti, arcivescovo di Milano, all’incrocio di due importanti vie di comunicazione. La strada “Francesca” che giungeva da Milano e proseguiva verso Ghisalba e la strada ‘Cremasca’ che univa Bergamo a Crema.

Castello di Pagazzano di Giorces – Opera propria, CC BY-SA 2.5

Successivamente incontriamo il Castello visconteo di Pagazzano, edificato durante Giovanni Visconti a cui subentrò Bernabò. Pianta quadrata, cinta muraria ben conservata con due torri rimaste (quattro in origine). Un mastio centrale, un ponte levatoio carrabile ed uno pedonale, circondato da un fossato difensivo. L’esterno ha conservato la sua natura difensiva mentre all’interno si sono avvicendate numerosi modifiche per renderlo una dimora signorile. Si narra che dimorò per qualche tempo il poeta Francesco Petrarca.

Palazzo Visconteo di Brignano d’Adda di Giorces – Opera propria, CC BY-SA 2.5

A pochi km troviamo il borgo di Brignano d’Adda ed il bellissimo Palazzo Visconti. Sito nel centro abitato, è composto da tre elementi distinti collegati tra loro. Il Castello che costituisce la parte più antica costituita dal nucleo difensivo originale (XIII-XIV sec.). Il Palazzo Vecchio che mostra la trasformazione a dimora signorile (XVI sec.). Il Palazzo Nuovo di costruzione settecentesca, sancisce la completa trasformazione del castello in palazzo.

Verso Monza, nel milanese

Ritorniamo verso Monza. Incontriamo il Castello di Trezzo sull’Adda, situato su un promontorio del fiume. Era protetto dall’acqua sui due lati e sul terzo da una torre quadrata alta 42 metri. Per la sua posizione strategica fu più volte distrutto ma sempre ricostruito. I resti attuali appartengono alla residenza di Bernabò Visconti che divenne anche la prigione fino alla sua morte (1385) ad opera del nipote Gian Galeazzo Visconti.

L’itinerario termina a Monza. Abbiamo scoperto un territorio ricco di storia e di storie. Vi consigliamo di rifarlo in stagioni diverse, soffermandovi su altre località che troverete lungo il viaggio.

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