Castelli di Canossa: l’impero della Grande Contessa.

Nelle terre di Matilde di Canossa

Visitiamo i territori appartenuti alla carismatica Contessa Matilde di Canossa. Durante il Medioevo (1076 – 1115) ha regnato dall’Appennino Tosco Romagnolo fino alla Pianura Padana mantovana. Il tour Castelli di Canossa vuole farvi scoprire un lato incantevole degli appennini Reggiani che meritano più considerazione dai Moto-turisti! Percorso totale di 140 km.

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INDICAZIONI STRADALI (Google Maps) 


Il nostro itinerario inizia a Montecchio Emilia (Re), cittadina ai confini tra la provincia di Parma e Reggio Emilia. Per la forte valenza strategica il suo Castello era un importante avamposto matildico. Risalente al XI secolo, ha una pianta quadrilatera irregolare (dovuta a successivi ampliamenti) ed è dotato di due poderose torri merlate e coperte.

Gli avamposti matildici

Si prosegue per Rivalta fino a Quattro Castella (Re). Delle quattro fortificazioni che si ergevano sulla sommità dei Quattro Colli oggi rimane solo il Castello di Bianello.  Matilde di Canossa riservava una preferenza per questo maniero e vi risiedeva frequentemente. Percorrendo un viale alberato si arriva al portale medioevale. L’ingresso costeggiato dai fabbricati del borgo conduce fino al terrazzo panoramico dominato dall’antico”mastio”. Elemento architettonico più antico del complesso in quanto le successive trasformazioni hanno modificato la rocca difensiva in una dimora signorile. Si può ammirare il famoso dipinto (XIV) che raffigura la Grande Contessa con in mano il fiore del melograno, simbolo della sua reggenza e saggezza. In questo luogo la Contessa fu proclamata “Vicaria Imperiale” dall’Imperatore Enrico V. Ogni anno (ultima domenica di maggio) tale avvenimento è rievocato nel suggestivo Corteo Storico Matildico

Si riparte. Arrivati a Ciano D’Enza occorre fare attenzione alle indicazioni per il Castello di Rossena e di Canossa. La strada si inerpica lungo la collina con curve e controcurve. Occorre guidare con un po’ di cautela sia per la strada stretta che per il panorama molto suggestivo. Il Castello di Rossena  ha conservato l’impianto originario di vera macchina da guerra (oggi un ostello). E’ interamente visitabile con accesso alle cisterne e al cammino di ronda dove si ammira uno splendido panorama della valle dell’Enza.

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Torre di Rossenella

Di fronte a Rossena si staglia la torre di Rossenella (visitabile) detta “Guardiola” del XII-XIII secolo. Perfettamente orientata ai punti cardinali (i lati lunghi esposti a nord/sud ed i lati corti a est/ovest) per sfruttare il calore e la luce del sole che penetravano attraverso le feritoie. Il monte su cui sorgono il castello e la torre è incluso nella Riserva Naturale Integrata della Rupe di Campotrera. Le sue antiche lave basaltiche (ricche di ferro e magnesio) hanno generato un giardino botanico naturale di 65 ettari ricco di biodiversità (sito d’interesse dell’Unione Europea). Tra i moltissimi minerali rinvenuti spicca la rara datolite rosa, con formazioni cristalline di particolare bellezza.

Il significato di “andare a Canossa

Si riprende il nostro itinerario ed arriviamo al Castello di Canossa (eretto nella seconda metà del X secolo – Monumento Nazionale dal 1878). Fu lo scenario del celebre evento storico da cui deriva l’espressione “andare a Canossa”. Il 25 gennaio 1077 l’imperatore Enrico IV, dopo tre giorni di penitenza in ginocchio davanti al castello, ottenne il perdono e la revoca della scomunica dal Papa Gregorio VII (“umiliazione di Canossa“). Il castello fu distrutto più volte nel corso dei secoli e purtroppo rimangono poche tracce della struttura originaria.  All’interno dell’attuale rocca si trova un piccolo Museo Nazionale, recentemente ristrutturato, che conserva, fra l’altro, un prezioso fonte battesimale del XII secolo.

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Ingresso del castello di Sarzano

Si torna indietro per percorrere la SP24 e dopo circa 10 km si trova il Castello di Sarzano. Situato nel centro del sistema difensivo matildico, la sua valenza strategica consisteva nella visibilità dei territori circostanti. Oggi il complesso è formato dal Castello vero e proprio, che occupa la sommità del colle. Pregevole il borgo che annovera la ex chiesa di San Bartolomeo con la sua canonica (oggi ostello e bar), una casa mezzadrile (l’attuale locanda) ed un fienile (il ristorante).

Si prosegue tra le bellissime curve appenniniche fino al Castello di Carpineti, arroccato tra il fondovalle del fiume Secchia e del Tresinaro . La sua posizione strategica lo rese un importante avamposto difensivo. Segnato dall’abbandono, ora è un imponente rudere con il mastio pressoché integro e visibile dalle vallate circostanti.

Le pieghe meravigliose dei territori della Gran Contessa

Il viaggio prosegue per il Castello di Baiso, eretto dal padre di Matilde, ora proprietà privata. Ben conservati e visibili i caratteri della fortezza medioevale (recinto e torre merlata) che si è trasformato in una prestigiosa residenza aristocratica. Arriviamo alla valle del fiume Secchia e seguiamo le sue sponde fino a Ponte Secchia dove riprendiamo ad inerpicarci. Comincia una strada tortuosa e panoramica che attraversa borghi medioevali di notevole interesse architettonico. Toano, paesino situato sull’antico accesso toscano, dove si visita la raffinata pieve S.Maria Assunta distrutta dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale e successivamente ristrutturata. Distano a pochi chilometri i piccoli borghi antichi arroccati sulle colline, Stiano e Manno. Tra le vie aleggia un’atmosfera senza tempo e si possono ammirare antichi edifici con torri, architravi, finestrelle e motivi simbolici di origine medioevale.

Chi non è ancora stanco di pieghe meravigliose può continuare passando per Villa Minozzo fino alla SS63 (strada del Cerreto). Prima di Castelnovo Monti si devia per la Pietra di Bismantova. Un isolato altopiano dal singolare profilo e dalle pareti scoscese che risalta isolato tra le colline appenniniche. Lo spettacolo è assicurato! Chi è ama la natura trova nelle Terre di Canossa un territorio ideale per le passeggiate. Infatti una fitta rete di sentieri collega le principali località naturalistiche e storiche della collina reggiana. Un percorso  Il Sentiero Matilde  che in sei tappe conduce dalla rupe di Canossa a San Pellegrino in Alpe. Si attraversano castelli, case a torre, antiche pievi e borghi in pietra arenaria. Tutto il sentiero è interamente segnato e tabellato.

Nel video un rapido riassunto del nostro itinerario ” Castelli di Canossa ” :

Un accenno alla gastronomia locale

A livello culinario l’Emilia Romagna è una garanzia! E’ sinonimo di tortellini, cappelletti, lasagne e gnocco fritto con salumi. Funghi e polenta. Lambrusco ed aceto balsamico. Fino ai dolci come la spongata e la torta di castagne. Ovviamente non può mancare il prodotto reggiani più famoso a livello internazionale: il Parmigiano Reggiano. Ogni Borgo che visiterete avrà una bottega ed una osteria dove potrete gustare tutte queste buonissime specialità!

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Agnoli in brodo-Parmigiano Reggiano-Lambrusco

 

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