4 Passi Appenninici: Colla, Cento Croci, Biscia e Bracco!

Sopravvissuto a 1.000 curve (strette) in Aprilia RSV4!

Sabato 29 Aprile 2017 sono partito molto baldanzoso con la mia APRILIA RSV4 per un giretto al mare insieme alla mia compagna e la sua BMW R 1200 R. Mi aveva già accennato che voleva fare 4 Passi appenninici tra quelli meno conosciuti e ugualmente affascinanti della Valle del Ceno, Val di Taro e Val di Vara. Da vero uomo avevo immagazzinato l’informazione senza valutarla nel modo corretto! Ed ahimé, ne ho subito le conseguenze! 

File .kml visualizza mappa allargata e clicca sui 3 puntini a dx del titolo.

INDICAZIONI STRADALI 400 km / 8h (Google Maps) 

Valle del Ceno

Autostrada fino a Fornovo e poi via per la Val del Ceno. Giornata frizzante e dal cielo blu: perfetta per un giro in moto e foto stupende (guardate la gallery fotografica). Iniziamo con la SP28, strada grande e con belle curve ampie. Arrivati a Bardi per la fotografia di rito nel parcheggio ai piedi dell’imponente Castello di Bardi che merita una visita. Il panorama sulla valle è magnifico. Noi proseguiamo il viaggio. Oggi vogliamo macinare km e quindi ci limitiamo a brevi soste.

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Giriamo a sinistra per la SP66 e la strada si stringe e cominciano ad apparire le prime sconnessioni dovute alle frane ed al deteriorarsi dell’asfalto. Passiamo il Passo Colla e scendiamo fino a Compiano, caratteristico borgo medioevale con castello e facciamo una foto davanti al portone principale.

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Comincio a chiedermi il perché di questa insensata (ma irresistibile) voglia di Rsv4, quando sarei potuto partire tranquillamente con il Tuareg, sicuramente più adatto a questo percorso! Che sia un tentativo di nascondere il fatto che l’età avanza e con essa anche i dolori un tempo sconosciuti? Mah!

Valle del Taro e Val di Vara

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A rallegrarmi è la consapevolezza che fra poco percorrerò la strada che mi ha fatto da scuola quando acquistai la mia prima moto! Lo conosco a memoria e nonostante il manto stradale sia malconcio, per me è sempre una goduria! Prendiamo la SP4 in direzione Tarsogno. Tante, tante e tante curve strette con diversi “scalini”. Arriviamo sulla SP523 e giriamo a destra per salire al Passo Cento Croci.

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Vi assicuro che i luoghi sono magici, fuori dal tempo. Forse sarà quest’atmosfera ed i paesaggi mozzafiato che mi hanno distolto (momentaneamente) dal risentimento corporeo del viaggetto.

Val Graveglia

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Scendiamo fino al bel paesino colorato di Varese Ligure, attraversiamo il centro e dopo qualche km svoltiamo a sinistra per la SP57 / SP26. Ancora tante curve su una strada stretta e priva di guard-rail immersa nel verde Val Graveglia. Arriviamo all’isolato Passo del Biscia arricchito da una cappella commemorativa, statue di marmo e da una tabella dei percorsi da praticare a piedi. Questa zona fa parte dell’Alta via dei Monti Liguri.

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Scendiamo verso il mare e siamo attirati dal cartello Miniera di Gambatesa. Il bello dei viaggi in moto sono anche le improvvisazioni. Quindi usciamo dal nostro programma e seguiamo l’indicazione. Il luogo è tenuto bene (guardate le foto!) e la visita si effettua con un trenino che si insinua all’interno della montagna. Ci sono varie tabelle espositive con illustrazioni e spiegazioni. Il personale è molto disponibile. Purtroppo non abbiamo il tempo per la visita e ci annotiamo il posto per ritornare presto. (Se qualcuno di voi le visita prima di noi, mandateci la recensione!)

Si arriva al mare ma senza focaccia!

Altri 40 km di strada tortuosa ed arriviamo al mare di Riva Trigoso, a sinistra della famosa Sestri Levante. Per me mangiare la focaccia di Riva Trigoso è una tradizione! E soprattutto un ricordo della mia infanzia. Questo paesino era il luogo di villeggiatura dei miei nonni e venivo quì con loro. Purtroppo il Panificio dove volevamo prendere la buonissima focaccia è chiuso. Avevo già un languorino! In più gli ultimi km li avevo fatti già pregustando la prelibatezza e quasi quasi non sentivo più gli scossoni delle forcelle lungo le braccia fino al collo!

4 Passi Appenninici ed una RSV4 da pista

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Un po’ sconsolato riprendo il tragitto. La SS1 regala emozioni ed il tragitto fino al Passo del Bracco me lo godo tutto come si deve! Sosta per un panino al Ristorante Bar Tagliamento come al solito affollato di tanti motociclisti. Sia locali che provenienti dalle regioni vicine (come noi). Nell’aria si respirano gli aneddoti dei vari gruppetti. Rimarrei quì a godermi un po’ lo spettacolo delle moto che passano rombando, ma si è fatto tardi. Il collo è un po’ anchilosato ma non sono preoccupato. Il ritorno lo conosco molto bene! Si ripassa dal Passo Cento Croci. Borgo Val di Taro e per l’autostrada fino a casa. Eh beh, l’autostrada della Cisa ci vuole!

Porciorasco, Il paese fantasma.

Durante il ritorno facciamo un’altra modifica all’itinerario e prendiamo la deviazione per Porciorasco, un paese vicino a Varese Ligure  disabitato dagli anni ’80 (leggete quì se volete conoscere la sua storia). L’avevamo visto in televisione anni fa ed avevamo voglia di visitarlo. Oggi è la giornata giusta! La strada è impervia: 7 km di stradina larga 1 metro con buche, sassi, erba e dislivelli.

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Si arriva dentro il paese di pietra dove il tempo si è fermato. Proprio nel vero senso della parola. Tutto chiuso e lasciato in stato di abbandono. E nel contempo molto affascinante. Sbirciamo quà e là. Persino dentro il buco della serratura del portone borchiato della chiesa. Notiamo un angolino di un’abitazione curato con fiori e aiuole. Evidentemente un ex abitante non l’ha dimenticato.

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Un video di “Urban Exploration” per cercare di trasmettervi l’atmosfera di questo luogo.

4 Passi Appenninici e non sentirli (o quasi)!

Arriviamo a casa. La mia compagna è molto contenta. Direi raggiante! Io invece devo fare i conti con qualche dolorino fisico e col pensiero “Chissà come staro domani!?” Ma poi mi rassereno: dopotutto ciò che non ammazza, fortifica!!! 

Se volete approfondire la visita del territorio circostante vi consigliamo di guardare questi itinerari:

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